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Laser Yag

Laser Yag Lo YAG Laser è un laser, detto a “stato solido”, che serve per curare alcune malattie degli occhi. La sua peculiarità consiste nel distruggere il tessuto bersaglio: per questa sua caratteristica è detto “laser fotodistruttivo” . Quando si utilizza? Lo YAG Laser viene impiegato per trattare: 1) La cosiddetta “cataratta secondaria”: è una conseguenza frequente dell’intervento di cataratta, caratterizzata dalla progressiva opacizzazione della capsula che contiene la lente intraoculare artificiale (che sostituisce il cristallino, la lente naturale contenuta nel nostro occhio). La comparsa di questo appannamento determina una progressiva riduzione della vista e si può manifestare anche dopo pochi mesi dall’intervento. Utilizzando lo YAG Laser si buca la parte posteriore della capsula divenuta opaca, creando una via di passaggio per la luce: in tal modo si può eliminare l’appannamento visivo; questo avviene perché, quando ci si opera di cataratta, si mantiene l'involucro esterno del cristallino naturale, una sorta di sottile membrana all'interno del quale viene poi inserita la lente artificiale. 2) Il glaucoma ad angolo stretto: la riduzione di ampiezza dell’angolo irido corneale causa un incremento della pressione intraoculare. Attraverso lo YAG Laser si fanno uno o più fori sull’iride che permettono di facilitare il deflusso dell’umor acqueo e, quindi, di ridurre la pressione intraoculare.



Laser ARGON

Laser ARGON L'argon laser è impiegato nella prevenzione e nel trattamento di molte malattie retiniche, in particolare della retinopatia diabetica, del distacco e del foro retinico. E' utilizzato in alcune forme di degenerazione maculare e nella trabeculoplastica per il trattamento di forme selezionate di glaucoma ad angolo aperto. L'impatto della luce laser sulla retina ne provoca la coagulazione, che si traduce visivamente in uno sbiancamento; nelle settimane successive, si verifica una cicatrizzazione delle aree trattate che assumono un aspetto grigio-nero.COME FUNZIONA? Il laser retinico (argon laser) viene usato in molti casi per “bruciare” zone della retina malata. In altri invece, viene impiegato per fissare la retina sana intorno a zone patologiche (fori o lesioni). Lo scopo è quello di ottenere delle cicatrici che rinforzino la retina nei suoi punti più delicati. CHE COS'E' L'ARGON LASER? È un tipo di laser il cui fascio luminoso – generato grazie all’argon, un gas nobile – ha un’azione termica: riscaldando la zona su cui si punta lo strumento si possono curare una serie di malattie della retina (in virtù di un fenomeno chiamato “fotocoagulazione”). QUANDO VIENE UTILIZZATO? L’argon laser viene più frequentemente utilizzato per trattare: - Retinopatia diabetica (forme ischemiche). In caso di ridotto apporto sanguigno e, quindi d’ossigeno, a certe zone della retina; per compensare questa mancanza si sviluppano nuovi vasi che possono provocare gravi danni (retinopatia diabetica proliferante). In questo caso si ricorre al laser per “uccidere” le aree di tessuto malato. - Edemi maculari (raccolta di liquido al centro della retina): sono l’esito di un processo infiammatorio e/o di alterazioni dei vasi. Anche in questo caso il laser funziona distruggendo le zone che “impartiscono il comando” di creare nuovi vasi. - Rotture e degenerazioni periferiche della retina. In questi casi c’è un elevato rischio che avvenga un distacco di retina. Quindi attraverso l’azione del laser si brucia le retina in prossimità delle rotture o delle degenerazioni potenzialmente dannose. La cicatrice che si viene a creare dopo il trattamento laser agisce come una saldatura, rinforzando la retina. - Formazione di nuovi vasi della coroide (membrana posta tra la retina e la sclera), causata dalla degenerazione maculare legata all’età. Con il laser bruciamo i vasi che si formano e che tendono ad ingrandirsi, provocando la deformazione della retina sovrastante, con un alto rischio di sanguinamento. - Occlusioni venose dei vasi retinici. In questo caso si possono sviluppare nuovi vasi, che hanno la tendenza ad invadere altre zone (angolo irido-corneale), causando un glaucoma maligno (detto “neovascolare"). n presente



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